Friday, November 6, 2009

It's so Riise


Dopo tante botte prese, la reazione. Rabbiosa, affamata e con la bava alla bocca: l'equivalente, su un campo da calcio, di un gol che vale la partita, la stagione, il cuore, tra fortuna, estro, magia e sogno. Dopo tanti B-, la LSJ mi premia con un'A scintillante per la recensione della mostra fotografica di Sean Pines a Bethnal Green. Tim Bouquet, mio tutor personale, è abituato a qualcosa di meglio: come molti insegnanti è columnist per diverse testate (Reader's Digest, Sunday Telegraph), è specializzato in inchieste, approfondimenti. Viaggia, incontra, scrive. Eppure ride dove c'è da ridere, corregge l'essenziale e sentenzia: "Gooood!", con il suo accento gommoso e i modi a rallentatore che ne fanno un ottimo levigatore di testi. E' abituato a muoversi, ma forse lo fa senza quell'impiccio che noi italiani conosciamo bene: l'ansia. Per il suo Cold Steel, il libro che ripercorre le fortune di Lakshmi Mittal, leader indiano della ArcelorMittal e quinto uomo più ricco al mondo, ha tenuto qualcosa come 70 interviste, "in Lussemburgo, in Francia, in Italia, in Germania, in India". Era partito da un profilo per il Sunday Telegraph ed è finito col rivoltare mezza Europa "in una storia à la John Le Carrè, che ha coinvolto 6 governi e centinaia di avvocati". Per chi non lo sapesse, Lakshmi Mittal è solo l'ultimo dei rampanti orientali a piazzare le zampacce sui tesori europei: se vi ricordate le teorie cospiratorie che hanno fatto seguito alla morte della principessa Diana, compagna dell'egiziano Dodi Al-Fayed, erede della dinastia Harrods, avrete un'idea di cosa dico. "Il Sun odiava i francesi, parteggiando apertamente per Mittal" dice Bouquet. Harrods, compiti di giornalismo: a volte Londra le prende. Anche sul sopracitato campo da calcio.


E' da poco iniziato il secondo tempo quando entro in un pub di Elgin Avenue per brindare alla mia impresa. Solitaria, come solo è il boccale di birra sul mio tavolo. La 4' giornata del girone E dell'Europa League (vecchia UEFA) vede opposte Roma e Fulham. Kamara segna all'Olimpico: Andreolli lo sdraia, come dirà Il Tempo, provocando un rigore ingenuo.
Poi sotto con gli innesti: Taddei per Cicinho e la Roma mette le ali. I "westendini" un motore lo perdono invece a 5 minuti dal fischio: Nevland falcia De Rossi. Espulso. Comincia un assedio che la curva nord, deserta di tifosi ospiti, ricorderà comunque a lungo. Il computo dei corner passa da 4 - 3 a 11 - 3. Sempre in avanti a testa alta: quanto gli attacchi siano precisi è altro par di maniche. I palloni scivolano sempre sulla sinistra, a sfruttare la torre Okaka, ma è Riise, il folletto norvegese della retroguardia, a "bucare" Schwarzer. Al 23' è l'1-1. Bastano 5 minuti perchè Okaka capitalizzi al meglio un cross di Taddei. Roma batte Fulham 2-1. Ranieri batte Hodgson. In campo anche Marco Cassetti: un bresciano.

2 comments:

  1. sulla partita c'e' da dire che sia all'andata che al ritorno gli arbitri sono stati troppo giallorossi..le tre espulsioni sono ridicole...
    per il resto ok, bel post..;))

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